testamento

Scrivere un testamento quando la morte sembra ancora distante credo sia utile, poiché viene meno quel senso di importanza che si potrebbe tendere ad attribuirsi quando si percepisce che il tempo “di vita” si sia drasticamente ridotto.
Non ho particolari volontà: i miei beni andranno suddivisi secondo le disposizioni del codice civile attualmente vigente alla data odierna (25/05/2026, giusto per disinnescare eventuali interpretazioni islamiche, che, più presto che tardi, quantomeno in termini di vita media umana, cominceranno a esser parte della disciplina successoria).
Il mio lavoro intellettuale (che, molto probabilmente, non raggiungerà mai uno spessore sufficiente a poter interessare all’umanità) potrà essere tranquillamente distrutto. Se qualcosa fosse ritenuto degno di valore, se ne faccia quel che si vuole.
Non voglio che venga svolto un funerale, di qualsivoglia natura esso sia. Detesto i riti, e, sebbene le celebrazioni funerarie siano più utili a chi resta che a chi è deceduto, trovo che sarebbe di cattivo gusto che colui che considero intellettualmente un disgraziato (qualsiasi prete, intenso in senso lato) pontificasse sulla mia morte nel tentativo di attribuire un significato alla sofferenza oltre a quello che è già biologicamente evidente a chiunque sappia pensare.
Qualora il mio corpo non risultasse disperso, per qualche giorno sarà possibile visitare la mia salma (per venire incontro a chi volesse vedermi per elaborare il lutto). Successivamente, voglio che il mio corpo sia cremato. L’urna contenente le mie ossa tritate andrà gettata nel luogo più comodo. Vanno bene cassonetti dell’immondizia, wc (qualora si desiderasse riutilizzare l’urna per altro)… Basta che non ci si dedichi più del tempo necessario.
Ho un’agenda nera. Eventuali miei discendenti (biologici o intellettuali), nel portare avanti eventuali mie società, dovranno considerare in black list tutte le persone che vi ho inserito, e i discendenti/parenti delle stesse. L’agenda nerà è l’unico strumento operativo realmente utile che ho prodotto.