
In questo post raccoglierò una serie di considerazioni personali sulla c.d. “religione di pace”, la quale pone le proprie fondamenta nel c.d. “libro di pace” che, manco a dirlo, penso sia una delle più grandi baggianate scritte dall’uomo (e, nel dettaglio, da tale Maometto, vissuto in Arabia circa 1˙500 anni orsono, che in Islamilandia nemmeno può essere raffigurato, ma del quale, per fortuna, Dio mi ha trasmesso via e-mail una fotografia, in quanto tiene al fatto che possa rispettare pienamente la mia linea editoriale), quantomeno sotto il profilo della superficialità del testo.
Si tratta di una raccolta di considerazioni estemporanee, senza alcun tipo di continuità analitica e di approfondimento. Tale scelta dipende dal fatto che la religione, in generale, è dogmatica; io stesso porrò pertanto le questioni negli stessi termini, se non quando ritengo che sia conveniente approfondire per amplificare l’incompatibilità tra utilizzo della ragione e norma religiosa. D’altro canto, solo un cretino potrebbe ritenere che un insieme di regole meriti uno spazio di approfondimento e di analisi. Nessuno si domanda il perché un campo da calcio regolamentare abbia quelle dimensioni: è così e basta; cercare di scoprire la motivazione renderebbe storici della burocrazia, e le nozioni che si apprenderebbero nulla avrebbero a che vedere col calcio giocato. Lo stesso principio vale per la religione.
Ovviamente scrivo questo testo per me stesso, come sempre; tuttavia, non nego di stare pensando a quelle povere ragazze e donne che stanno venendo trucidate da un regime di maniaci in Persia.
Sura 1 – integrazione alimentare
Immaginiamo una persona che si sveglia tutte le mattine alle quattro del mattino appositamente per innaffiare i fiori, per poi tornare a dormire, perché ha letto su un opuscolo che così facendo il fiore cresca meglio. Chiunque converrebbe sul fatto che si tratti di un imbecille, senza alcun tipo di facoltà di esercizio del pensiero critico, al quale è bastato un opuscolo per ritualizzare un’azione che potrebbe tranquillamente svolgere in un altro orario, più consono.
Ebbene: i musulmani fanno all’incirca la stessa cosa, con una differenza sostanziale: oltre a svegliarsi alle quattro del mattino per mangiare, restano a digiuno per l’intero giorno.
Viva gli immigrati musulmani, che coadiuveranno – ma che dico? – saranno indubbiamente fautori di un nuovo pensiero che tragga origine dalla conoscenza.
Sura 2 – ho visto un fantasma
La biologia sessualizza gli individui di una specie, e tali individui tendono a mostrare i propri connotati sessuali, in quanto funzionali alla riproduzione.
È normale, naturale, e solo un malato di mente potrebbe pensare che si tratti di un peccato, e infatti il Nostro, uomo particolarmente possessivo, ha deciso che le donne debbano andare in giro avvolte in quella che, a tutti gli effetti, è una grossa tenda.
Poiché l’autonomia di pensiero non è mai stata particolarmente gradita nel mondo islamico (nel quale infatti manca completamente la fase illuminista, che poi è ciò che lo rende del tutto incompatibile col mondo occidentale che basa le proprie costituzioni sulla CEDU, derivazione diretta del pensiero illuminista, sebbene certi imbecilli vogliano convincere il popolo del contrario per ragioni che tratterò in un altro post, e anche alcune recenti sentenze della Corte U.E. parrebbero mettere da parte alcuni princìpi fondanti), tutt’oggi le donne sono obbligate a girare avvolte nelle tende. Sarebbe anche abbastanza ridicolo, dal momento che così conciate ricordano i fantasmi, se non fosse palese che si tratti di un’imposizione.
Gli uomini di pace, indicando col dito indice il cielo, sostengono che si tratti di una tradizione, e che le donne stesse preferiscano andare in giro con le cazzo di tende in faccia, e sarebbero liberissime di non indossarle; certo: come se l’influenza culturale non contasse.
Sura 3
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